Progetto Anfora
Progetto Anfora
Cos'è il Progetto Anfora

Da noi l’anfora non è arrivata per rincorrere una moda passeggera. In questi anni ci siamo spesso imbattuti in vini ossidati, colori ambrati, sentori solforati e di riduzione che erano sintomo di lavori improvvisati, sull’onda del trend più che della ricerca della qualità.


Da noi, invece, l’anfora è sbarcata in cantina con uno spirito tutt’altro che modaiolo. E’ al passato che guardiamo, cercando di riscoprire tutto il piacere di tornare alla natura, ai suoi sapori veri, al rispetto per la materia prima in ogni sua forma.


Alla Tenuta Luigina, le anfore regalano un vino enologicamente impeccabile, strutturato, caratterizzato da sentori vinosi e allo stesso tempo decisamente complessi. Non si tratta di un vino che vuole sorprendere a tutti i costi, ma è un nettare di cui vi ricorderete a lungo. Per “costruire” la sua personalità, durante la macerazione delle uve, giorno dopo giorno, lavorano a stretto contatto presente e passato. Le moderne conoscenze enologiche si sposano alle tradizioni millenarie, creando un vino dall’anima contemporanea.


In molti casi, chi produce vino utilizza le barriques per due motivi strettamente enologici: la microossigenazione e la cessione dei tannino del legno donano al vino note caratteristiche a livello prima olfattivo e poi gustativo. Note che sono molto amate, ma anche “estranee”. Per andare incontro ai clienti che prediligono i sentori del frutto senza contaminazioni esterne, abbiamo riscoperto le anfore. Nasce così un vino di altissima qualità, prodotto con le uve migliori, frutto di una lavorazione coraggiosa e allo stesso tempo pura, schiettamente naturale.


In cantina, comunque, le nostre botti non sono andate in pensione: dopo gli eccellenti risultati raggiunti con l’apporto aromatico del legno, infatti, si continuano a produrre vini in barriques. Scegliendo un percorso parallelo, ma con la stessa ricerca dell’eccellenza, abbiamo intrapreso la strada dei vini top quality no oak.

  • Progetto Anfora
  • Progetto Anfora
Bianco
il Viognier in purezza che vinifichiamo in anfora rimane a contatto con le bucce (con “mamma uva” per citare Gravner) per la bellezza di 115 giorni. Da qui il nome: “Centoquindici” nasce da una sperimentazione aziendale in cui Ettore Biraghi, il nostro enologo, ha messo a frutto i suoi studi di ricerca scientifica all’Università di Milano. Anche l’anfora ha un nome e cognome: abbiamo scelto Tava, un’azienda che produce ceramiche e che crea per noi anfore con cotture e argille ad hoc in base al risultato che vogliamo raggiungere per i nostri vini.
Rosso
in questo caso abbiamo due anfore. Nella prima il Cabernet Sauvignon riposa silenzioso per 90 giorni, nella seconda il Merlot delle nostre vigne, vinificato tradizionalmente in inox, viene affinato in terracotta. A fine lavorazione, avviene l’assemblaggio delle due anfore, alla ricerca di un nettare che non potrete che amare.